A favignana tra il passìo e la notte – repubblica 24.03.2012

Al tramonto il mare diventava una pozza d’inchiostro. La tonnara Florio si schiariva, le mura viravano al giallo e impallidivano. La sabbia si impreziosiva di un riflesso dorato. Quella era l’ora del passìo. Marcello e Gianfranco, il collo ornato da coralli rossi come le labbra, ancheggiavano nei pantaloni a zampa. Li inseguiva un codazzo di ragazzini scalzi che ridevano della loro ambiguità. Padri severi sorvegliavano le figlie, rose tenere tra gigli marini. Guizzavano come tonni gli occhi argentei delle ragazze, cercando di sottecchi l’amato, ondeggiavano maliziose le gonne di mussolina fiorata. Il Raìs dei tonnaroti traeva dalle onde i presagi per la pesca. Era il ronzio dei lumi a gas ad annunciare la notte e allora il passìo cessava. Nel silenzio lo sciabordio delle onde era l’ansimare dell’amante, il soffio del Favonio il respiro affannoso di un marito geloso. Dietro ogni casa l’orto. Pomodori, melanzane, basilico, menta, belle di notte, i profumi saturavano lo spazio misterioso e buio. Tra cielo e terra nugoli di lucciole. L’alito del vento e il sospiro del mare non superavano l’alta recinzione, là dominava la voce di mio padre. “Vaghe stelle dell’Orsa, io non credea tornare …”declamava al chiarore della luna. Oltre il muro il sonno calava sull’isola di Favignana.

One Response to “A favignana tra il passìo e la notte – repubblica 24.03.2012”

  1. Maddalena Pisani Says:
    agosto 6, 2012 at 2:18 pm

    Dolce e altalenante fra vibrazioni tattili e sonore. il passìo di Favignana, meta del mio inesausto immaginario, mi culla e trasporta in mondo solo fisicamente lontano dove vorrei placare la mia ansia di vivere. Ammalianti giochj di parole

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