Lea Garofalo

Il primo bacio le allappò la bocca, come avesse succhiato il gambo dell’acetosella. Poi fecero l’amore e a Lea che aveva solo tredici anni, sembrò di assaggiare una mela dalla polpa croccante. Del verme che cresceva dentro di lui non se ne accorse, perciò lo seguì fiduciosa, fino a quella città dal cielo grigio e senza stelle. L’uomo aveva una forza ondivaga, rassicurante e inquietante al tempo stesso, tra le sue braccia scoprì quanto fosse inebriante appartenergli. Sapeva che non era uno stinco di santo, ma non ce la faceva a stargli lontana, perciò chiuse un occhio sulla polvere che gli insozzava i pantaloni.

Quando arrivò la picciridda Lea considerò che doveva cambiare vita. Gli parlò con il cuore in mano, gli occhi di lui s’incupirono di un odio che includeva anche la figlia. Allora lei ebbe urgenza di compiere il suo destino. Ruppe la corda che la teneva incaprettata e cercò la protezione della polizia. Nel monolocale in cui si era rifugiata, il ricordo dei suoi baci però la tormentava. Una notte lo chiamò. La voce di lui vibrò di un tono cupo, risuonò dentro alle sue viscere e rimbombò nel suo ventre vuoto. “Vediamoci” le disse perentorio. “No, basta, è finita” sussurrò Lea senza convinzione, mentre le sue gambe si ammollavano. Alla fine acconsentì: “Va bene, ma per strada e in mezzo alla gente”. Indossò il bracciale e la collana che Carlo le aveva regalato per il loro anniversario e si guardò allo specchio. “Sei bella, mamma” disse la picciridda che adorava quei monili intagliati nel legno. Lea le tirò su il cappuccio della felpa, stava piovendo…

2 Responses to “Lea Garofalo”

  1. Sei un donna sognatrice che cerchi spazio fra le nuvole, nello stesso tempo di grande cumunicabilita. Comunque con i piedi per terra attraverso le radici meridionali . Perme questo è un quadro con colori chiari come sono le sue descizioni. CON TANTA AMMIRAZIONE.

  2. grazie

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