Giuseppina Torregrossa

SENOn me lo dici

Di Giuseppina Torregrossa e Roberta Zunini

Mostra fotografica di Lorna Yabsley, video di Claudia Amico e Roberta Zunini, per promuovere la cultura della prevenzione e richiamare l’attenzione delle istituzioni, dei media, degli operatori sanitari, dei cittadini.

21 luglio – 2 agosto 2004
Ala Mazzoniana – Stazione Termini (Roma)
4 novembre – 14 novembre 2004
Interno Stazione Palermo Centrale
23 gennaio – 30 gennaio 2005
Casale dei Monaci Ciampino (Roma)
24 maggio – 28 maggio 2005
Teatro Stabile di Potenza
16 giugno 2005
Convegno nazionale della sezione di senologia della SIRM- Bologna Palazzo Re Enzo
15 – 21 agosto 2005
Salina – Isole Eolie
9 – 18 novembre 2005
Catania – monastero dei benedettini

Prefazione al catalogo della mostra “SENOn me lo dici”
Palermo, Novembre 2004

LE DONNE, I MEDICI, LA SALUTE:
L’ALLEANZA TERAPEUTICA
Giuseppina Torregrossa-medico ginecologa–responsabile della comunicazione per l’associazione “Le donne scelgono onlus”

Nel corso degli ultimi anni è aumentato il numero dei casi di tumore alla mammella. La malattia colpisce con maggior frequenza anche le giovani donne, un tempo quasi completamente immuni. La diagnosi precoce rimane ancora oggi l’arma più efficace nei confronti di questa temibile malattia! Fare prevenzione per una donna moderna significa conoscere a fondo la malattia e gli strumenti di cui la medicina dispone.

Informare, oggi più che mai, significa curare!
Le donne sono diventate più consapevoli e più attente alle modificazioni del proprio corpo; anche i medici hanno mutato profondamente il loro atteggiamento nei confronti delle utenti e sono certamente più inclini al colloquio di quanto non lo fosse la generazione precedente. Nonostante i significativi cambiamenti che il rapporto medico paziente ha subito negli ultimi 20 anni, si evidenzia ancora un certo gap comunicativo.
“Perché, nell’epoca della grande abbuffata mediatica è così difficile spiegare alle donne cos’è un tumore al seno e soprattutto invitarle a fare prevenzione?”
La domanda mi sorge spontanea ogni volta che accompagno una mia amica da uno specialista. Puntualmente, appena fuori dall’ambulatorio, mi chiede:“C’è qualcosa che non và? E posso stare tranquilla? Ma che dici me la faccio la mammografia?”
Come se il medico si fosse limitato ad una palpazione silenziosa e ad una prescrizione criptica. Eppure io ero stata la testimone di un dialogo, in cui il medico, con lo sguardo oltre l’orizzonte, estremamente compreso nel suo ruolo, si era prodigato in descrizioni, metafore, rassicurazioni, esempi, allegorie e quant’altro!
Le domande delle mie amiche avevano il potere di irritarmi contro la classe medica, tanto che alla fine, davanti ad un immancabile caffè, concludevo sempre:“che vuoi fare, è proprio vero che la corporazione medica è diventata una grave minaccia per la salute!”
Ma fuori dai pregiudizi e dalle formule di rito, avevo già capito che la colpa non era da attribuire al disinteresse dei medici o alla loro scarsa attitudine alla collaborazione, piuttosto doveva esserci un serio problema di comunicazione! E da qualche parte bisognava pur cominciare a colmare la distanza….